Vaginismo secondario a sindrome da vestibulite vulvare: iniezioni della neurotossina botulinica di tipo A

 
Uno studio ha valutato se la neurotossina botulinica di tipo A fosse efficace nel migliorare il vaginismo, e la sua efficacia con trattamenti ripetuti.

Sono state prese in considerazione pazienti per le quali le terapie standard di tipo cognitivo-comportamentale e il trattamento medico per vaginismo e sindrome da vestibulite vulvare non avevano avuto successo.

Da questo gruppo sono state arruolate in maniera prospettica 39 donne per le quali l’elettromiografia del muscolo elevatore dell’ano aveva mostrato iperattività a riposo e una ridotta inibizione durante lo sforzo.

Queste donne sono state seguite per un periodo medio di 105 settimane, e le pazienti arruolate sono state sottoposte a cicli ripetuti di neurotossina botulinica di tipo A iniettata nel muscolo elevatore dell’ano sotto guida elettromiografica e a successivo monitoraggio elettromiografico.

Al momento dell’arruolamento e a 4 settimane dopo ciascun ciclo, sono state poste domande relative ai rapporti sessuali e le pazienti sono state sottoposte a valutazione elettromiografica e a visite per valutare il grado di resistenza vaginale secondo Lamont; inoltre hanno completato una scala visuale analogica ( VAS ) per il dolore, la scala FSFI ( Female Sexual Function Index ), un questionario sulla qualità di vita ( Short-Form 12 Health Survey; SF-12 Health Survey ) e una valutazione dei sintomi intestinali e vescicali.

A 4 settimane dopo il primo ciclo di neurotossina botulinica di tipo A, le principali misure di esito ( possibilità di avere rapporti sessuali e iperattività del muscolo elevatore dell’ano all’elettromiogramma ) sono migliorate, così come gli esiti secondari, i punteggi di Lamont, della scala VAS, della scala FSFI, del SF-12 Health Survey, e i sintomi intestinali e vescicali.

Questi benefici si sono mantenuti nel corso dei cicli successivi.

Al termine del periodo osservazionale, il 63.2% delle pazienti è risultata completamente guarita dal vaginismo e della sindrome vestibolare vulvare, il 15.4% ha avuto ancora bisogno di iniezioni e il 15.4% aveva abbandonato il trattamento.

In conclusione, la neurotossina botulinica di tipo A è un’efficace opzione di trattamento per il vaginismo secondario a sindrome vestibolare vulvare refrattaria a gestione standard con terapia cognitivo-comportamentale e farmaci.
Dopo aver ricevuto la Tossina botulinica di tipo A, l’attività sessuale delle pazienti è migliorata, e il ritrattamento ha portato a benefici sostenuti. ( Xagena_2009 )

Bertolasi L et al, Obstet Gynecol 2009; 114: 1008-1016



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