Possibile aumento del rischio di linfoma nelle donne che utilizzano regolarmente gli inibitori COX-2


Ricercatori dell’University of California – San Francisco ( UCSF ) hanno esaminato l’associazione tra impiego nel lungo periodo di farmaci antinfiammatori non steroidei ( FANS ) e linfoma non-Hodgkin, utilizzando i dati raccolti tra l’ottobre 2001 ed il maggio 2004 tra la popolazione di San Francisco.

Hanno preso parte allo studio un totale di 2060 persone ( 1000 casi e 1060 controlli ).

Dopo aggiustamento per età e sesso, non è emersa alcuna associazione tra impiego nel lungo periodo dei FANS ed il linfoma non-Hodgkin.

Nelle donne l’impiego di Aspirina nel lungo periodo è risultato associato ad un ridotto rischio di linfoma non-Hodgkin ( per assunzione compresa tra 3 e meno di 9 anni; odds ratio, OR = 0.41 ).

Per contro, l’odds ratio ( OR ) aggiustato per l’impiego degli inibitori COX-2 era di quasi 2 volte per le donne, indicando un possibile aumento del rischio di linfoma non-Hodgkin associato al regolare impiego degli inibitori selettivi COX-2.

Gli inibitori COX-2 sono farmaci che agiscono in modo selettivo sull’enzima cicloossigenasi-2.
Sono in commercio in Italia il Celecoxib ( Celebrex ) e l’Etoricoxib ( Arcoxia ), mentre sono stati ritirati dal commercio il Rofecoxib ( Vioxx ) ed il Valdecoxib ( Bextra ). ( Xagena_2006 )

Flick Ed et al, Am J Epidemiol 2006; 164: 497-504




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